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06/08/2023

Filosofia e tecnica
di Pasquale Tucciariello

 

Prima o poi dovrà occuparsene seriamente. Per troppo tempo la filosofia ha lasciato che la tecnica si sviluppasse autonomamente senza controllo. E ora diciamo che le è sfuggita di mano. E dovrà riappropriarsene.

La tecnica era considerata solo un mezzo per raggiungere fini già indicati. Ma così non è stato.
La tecnica come l’economia hanno fini propri, interni alle discipline; hanno un loro statuto. Imporne un altro? Assurdo e impossibile. E chi glielo concede in un regime di democrazia? Occorrerebbe una organizzazione universale retta da un organizzatore universale. Impensabile. Ce n’è già Uno, e non se ne sta occupando. La libertà è degli uomini, che ne facciano uso con giudizio.

La filosofia deve fare un altro sforzo, di governo, ora. Governare timori e speranze, illusioni e ottimismi fuori misura. In alleanza con la letteratura, che genera emozioni e sentimento.

Un autore, filosofo, Bernard Stiegler, indica una necessità: neutralizzare le tossicità della tecnica ed inventare altro, ideazione di progetti territoriali e piattaforme digitali idonee a rimettere nelle mani dell’uomo i destini umani e toglierli dalle macchine e dai suoi algoritmi. L’intelligenza artificiale non spaventi, ma non si lasci che essa si sviluppi dandosi forma in un proprio statuto autonomo.

Potrebbe risolversi nella fine della natura. Cioè dell’uomo come umanità. E a questo punto ogni persona faccia la propria parte. Potrà mai accadere?

Pasquale Tucciariello, Associazione Centro Studi Leone XIII

 

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